IL BLOG UFFICIALE DI LUCA SVIZZERETTO
giornalista, speaker radio, conduttore tv, reporter freelance, scrittore

GIORNALISTI E GIORNALAI

Seguo l’Inter in curva nord, non mi vergogno a dirlo. Non sempre perchè alle volte, per ovvi motivi di lavoro, devo essere presente in tribuna stampa. Come nella semifinale di Coppa Italia, quando nel post-partita ho intervistato Roberto Mancini per il canale tv ‘SAT8′.
Quando posso però mi piace andare in curva. Ho tanti amici che fanno parte dei Boys e che vi posso assicurare sono ragazzi bravissimi e davvero unici. In curva ci sono persone di ogni tipo. E’ come un piccolo popolo, ed in ogni popolo ci sono persone brave ed altre meno. Di una cosa sono certo i ragazzi che conosco io sono persone fantastiche.
Si fa un gran parlare di ultras e di violenza, di ragazzi tragicamente morti negli autogrill o di avvenimenti del genere. Spesso però non si va a guardare l’origine di tali situazioni, ma solamente l’evento in se. In questo modo non si risolvono i problemi ma si aggravano. Inasprendo soltanto le pene non si ottiene nulla. Anzi si incattivisce ancora di più la gente.
Perchè non ci si pone la domanda più importante: a cosa è dovuta la violenza quando scoppia?
E’ facile dire che certi comportamenti non sono mai giustificabili. Se avvengono, giustificabili o meno, bisogna prenderne atto. L’unico modo per eliminare il male è attaccarlo alla radice.
Probabilmente per alcuni personaggi di ‘vertice’ questa è una verità troppo scomoda.
Ve lo dico io qual’è un grande problema. Siamo noi giornalisti. Meglio ancora: sono i giornalisti che fanno male il loro mestiere. Con superficialità e con l’unico scopo di aumentare le vendite.
Un giornalista dovrebbe limitarsi a dare le notizie. Si può aggiungere colore al modo di descriverle, si può dare enfasi. Quello che non si deve fare è esagerare, inventare, creare tensione tra i lettori.
La prima pagina del ‘Corriere dello Sport – Stadio’ di oggi è un grido d’allarme per il mondo del giornalismo e per la stampa nazionale.
Un conto è fare il tifoso. Io lo faccio quando vado in curva. Ma quando sono in curva non sto lavorando. Quando scrivo di sport o di politica, per i quotidiani con cui collaboro, evito di essere tifoso. In quel momento il mo unico scopo è dare la notizia e descrivere i fatti. Posso evitare di inasprire i toni quando non voglio essere troppo pesante o posso dare maggiore forza alle mie parole quando voglio creare un articolo pieno d’enfasi. Quello che non faccio è inventare di sana pianta o tirare fuori la parte più faziosa di me.
Quando poi conduco il mio programma sull’Inter in radio allora do sfogo anche al mio tifo. Ma in quel caso tutti sanno che a parlare è il tifoso oltre che il giornalista e quindi non credo proprio possa esserci dolo. Si tratta di un format con uno sfondo ben preciso e di conseguenza chi non è interesato è libero di non seguirlo.
La prima pagina di un quotidiano nazionale è cosa ben diversa. Il linciaggio del Corsport all’Inter, da parte del direttore Vocalelli, dopo una giornata come quella di ieri è davvero molto pesante.
Titolare ‘Non sono ancora riusciti a far vincere lo scudetto all’Inter’ e poi scrivere un’editoriale in cui per l’ennesima volta si parla di ‘presunti’ aiuti arbitrali è sconcertante.
Perchè domenica prossima si giocano due partite aperte ad ogni risultato, i tifosi saranno in fribillazione e gli animi piuttosto esasperati. Ieri ho visto tifosi dell’Inter in lacrime dopo il fischio finale. La tensione è alta. Un prima pagina di quel genere non aiuta di sicuro lo sport a vivere nel fair-play.
Definire falsato, dalla sudditanza degli arbitri verso l’Inter, un campionato che all’ultima giornata non è ancora deciso, non è dare una notizia, ma creare delle forti tensioni.
Dopo un titolo del genere ci sarà una tifoseria che si sentirà defraudata e potrebbe reagire male ad un’eventuale disfatta finale, mentre un’altra certamente si sentirà attaccata e presa di mira in un momento di profonda sofferenza.
Tutto questo non aiuta. Specie quando si va contro gli stessi colleghi di media nazionali, che hanno definito la partita tra Inter e Siena regolarissima. Se il Corsport invece di occuparsi dell’informazione si sente in diritto di farsi paladino di una tifoseria, non è più un quotidiano nazionale ma la fanzine di una tifoseria. Questo è molto pericoloso.
Invito tutti a guardare la ‘Gazzetta dello Sport’, che non ci va certo leggera con i milanesi, ma che si limita a descrivere i fatti, seppur con una forte presa di posizione. ‘Psyco Inter’ non è certo un complimento, ma se andiamo a guardare cosa è accaduto ieri ci sembra piuttosto realistica e descrittiva degli eventi.
Il ‘Corsport’ invece insinua nei tifosi il dubbio che nulla sia cambiato dai tempi di Moggi. Non dice però che se ci fosse stata la Juve di un tempo, al posto dell’Inter, questo campionato sarebbe già chiuso da tre o quattro giornate.
Se questo è il modo di tranquillizzare gli animi dei tifosi e di dare una mano al nostro calcio per farlo crescere bè siamo proprio sulla strada sbagliata.
Non posso certo insegnare io il mestire al signor Vocalelli. Sono troppo giovane e inesperto per farlo. Posso dire però che da semplice lettore ho preso atto con amarezza e con un brivido di inquietudine della prima pagina del giornale da lui diretto.
I giornalai romani avranno venduto molto ma i giornalisti in tutto questo fanno una pessima figura e svolgono malissimo il loro mestiere.

One Response to “GIORNALISTI E GIORNALAI”

  1. Ti appoggio in tutto. Ci vorrebbe più professionalità. La prima pagina del Corriere dello Sport di oggi è scandalosa!


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