GLORIA ALL’INTER, BRAVA ROMA
Dal quotidiano NUOVO OGGI di martedì 20 maggio 2008
GLORIA ALL’INTER, BRAVA ROMA
di: Luca Svizzeretto
MILANO - Chissà cosa avrà pensato Javier Zanetti quando il signor Rocchi ha fischiato la fine del match. Il guerriero si è lasciato cadere sulle ginocchia, ha chiuso gli occhi e qualche lacrima di commozione gli è sfuggita prima di essere portato in trionfo dai suoi tifosi. Cosa passava per la testa del Mancio quando a pochi minuti dalla fine gli è stato comunicato che a Catania era finita 1 a 1? Si è girato verso giornalisti e telecamere e come un bambino felice ha dichiarato: “Ragazzi a Catania è finita eh”, in quel momento la sua squadra era tetracampeao. Moratti? Cosa stava pensando il patron quando Ibra ha segnato il secondo gol è si è lasciato andare ad un’esultanza liberatoria, che non è riuscita a contenere neppure sua moglie Milly? Quei tifosi nerazzurri che hanno sofferto fino alla metà del secondo tempo, con l’incubo di rivivere il 5 maggio, incollati alla radio e bagnati da un temporale infinito? Questione di attimi, emozioni. Per alcuni fantastiche, per altri meno. Spalletti non sembrava certo felice nell’uscire dal campo di Catania. De Rossi dopo aver vomitato di tutto si è autodefinito ‘rosicone’. Totti non c’era, meglio evitare il ‘caldo’ di Catania.
All’Inter gli sportivi veri debbono fare i complimenti. E’ stata una stagione lunga, intensa, vissuta fino al novantesimo minuto dell’ultima partita. Mancini ha stretto i denti quando mezzo mondo gli andava contro e alla fine ha vuto ancora una volta ragione lui, tre scudetti consecutivi non li aveva vinti neppure il ‘mago’ Herrera. Zanetti si è dimostrato un grande capitano, con il suo record assoluto di presenze, una resistenza fisica da pochi. Stankovic ha giocato il girone di ritorno con una gamba sola. Chivu è rimasto in campo per diverse partite con una spalla lussata. Julio Cesar è ormai, a detta di tutti, una sicurezza come Gigi Buffon. Cruz si è confermato goleador di razza e non solo uomo da inserire a partita in corso. Balotelli è la grande scoperta di questa stagione, decisivo nello sprint finale. Maicon è un terzino con un fisico bestiale, capace di arare letteralmente la sua fascia. Cambiasso e Vieira sono una delle coppie di centrocampo più forti al mondo. Materazzi ha sofferto più volte, riuscendo a rialzarsi nel momento giusto. Ibra è stato il condottiero della prima straordinaria parte di stagione e l’uomo che ha regalato lo scudo nell’ultima. Bravi tutti comunque, a cominciare da quei Samuel, Cordoba. Dacourt e Figo, che per infortunio sono stati fermi per metà campionato, lasciando prima la loro firma. Bravi tutti. Indiscutibile.
Alla Roma vanno fatti i complimenti per non aver mai mollato un centimetro e per aver sfiorato il successo. Totti, De Rossi, Aquilani, Mexes, Vucinic. Nomi di grandi giocatori che si sono battuti con orgoglio fino alla fine. Le polemiche però hanno in qualche modo sminuito il loro lavoro. Il calcio italiano si sta riprendendo dopo il terremoto ‘Moggi’. Per questo ci vorrebbe più intelligenza nelle proprie dichiarazioni. Ci sono stati errori arbitrali è innegabile. Ma tutte le squadre li hanno subiti, Inter compresa, e non sono quelli ad aver assegnato il titolo. Capiamo l’amarezza di chi sperava di vincere e per poco non riusciva a piazzare il grande colpo. Però non è giusto sfogare la propria delusione sugli avversari, che hanno vinto meritatamente.
La Roma avrà altre occasioni, per ora si prende gli applausi dei suoi tifosi.
L’Inter alza al cielo uno scudetto che vale tantissimo, proprio perchè sofferto immensamente. I nerazzurri hanno regalato al loro popolo una delle gioie sportive più belle. Sono i più forti e meritano di festeggiare.

