IL BLOG UFFICIALE DI LUCA SVIZZERETTO
giornalista, speaker radio, conduttore tv, reporter freelance, scrittore

CIAO GIANFRA’

Ma che cazzo hai fatto Gianfrà? Te ne sei annato? C’hai lasciato. Te sei stufato di la verità, de sto mondo der cazzo. C’hai ragione Gianfrà. Spesso sta tera è proprio na merda. Una cosa è certa hai lasciato un gran vuoto dentro a tutti noi. A tutti noi che ti abbiamo seguito in televisione, alla nostra generazione che con te è cresciuta e a quelle prima che hanno camminato al tuo fianco. I tuoi spettatori ti hanno amato, questo è certo. Perchè dicevi quello che pensavi e come lo pensavi. Senza bavagli sulla bocca. Ti definivi un ‘giornalaio’, ma eri un giornalista più di tanti altri. Tu si che lo eri sul serio. Perchè le cose le raccontavi alla gente, nel modo più semplice possibile, davi le notizie e le davi senza filtri. Quanti sanno che tu sei stato il primo a raccontare all’Italia che Anna Maria Franzoni è la nipote di Prodi?
Hai visto Gianfrà adesso tutti parlano di te. Italia 1 ti ha dedicato addirittura uno speciale. Uno speciale in prima serata cazzo, come quando è morto er Papa. Chissà le risate che ti stai facendo da lassù. E li mortacci vostra che gli stai tirando a quelli laggiù. Ti hanno tappato la bocca, dopo anni passati in Rai e Mediaset eri costretto a lavorare nelle tv private da tempo, nessuna rete nazionale ti voleva, ti avevano allontanato definitivamente, e quando qualche mese fa Rai1 ti aveva regalato uno spazio serale ti avevano costretto a recitare a memoria le battute di qualcun’altro. Facendoti incazzare, te che incazzare proprio non ti dovevi. Ora però, ora che non c’è stai più, sei diventato un’eroe. E’ vero la vita fa schifo e probabilmente adesso stai meglio te.
Però ci mancherai Gianfrà. A noi che ti eravamo amici ci mancherai. Tu romano de roma, che eri fiero di parlare romano in televisione e anzi il tuo intercalare ti rendeva più simpatico che mai, travolgente, coinvolgente, vero. Una persona vera a differenza di queste che ora scrivono esaltanti epitaffi, quando fino a un mese fa te sputavano in faccia.
E’ tutto il giorno che passano l’intervista che avevi rilasciato a Paolo Bonolis. Quella dove dicevi che dovevi morire presto. Lo sapevi e vivevi la cosa con serenità. Il tuo cuore ormai era debole, dopo aver combattuto mille battaglie. Ma tu non ti preoccupavi di dover morire no, ti preoccupavi che morendo avresti fatto soffrire tua moglie. Questo mi ha colpito. Eri uno di quelli che sanno amare sul serio, ed eri amato.
Sai che c’è? Alla fine non c’è cosa più importante. La solitudine dell’anima è la cosa più tremenda di questo mondo. Quando Bonolis ti fa vedere la foto di tua moglie da piccolina e tu racconti la vostra storia bè li si capisce che uomo sei.
Sai che mi ricordo Gianfrà? Mi viene un po da ridere pensandoci. Quell’intervista doppia alla Jene tra te e Rispoli. Vi chiedono se portate la dentiera. Lui dice no (mentendo spudoratamente) e batte i denti per dimostrarlo. E tu? Tu ti togli la dentiera. Cazzo te la sei tolta quella cavolo di dentiera e ti sei fatto il resto dell’intervista totalmente sdentato. Da impazzire. Un mito.
Questo eri tu. Un uomo forte ma anche pieno di eccessi. Simpatico alla gente comune, ma diciamolo chiaramente antipatico a chi conta. Perchè eri contro ogni regola e contro ogni schema. Ne di destra, ma sicuramente neanche di sinistra.
Ma a che servono tante parole? Quelle è meglio lasciarle a chi ora vuol fare ascolti con la tua morte.
Tua moglie ha rilasciato una piccola intervista oggi, ha raccontato che te ne sei andato lottando come un leone ma soffrendo anche tanto. Non te lo meritavi, nessuno si merita di soffrire. Però ha spiegato anche che nell’ultimo istante di vita hai preso coscienza, l’hai riconosciuta e lei ti ha detto: “Gianfrà tu non centri un cazzo con la morte” e poi t’ha baciato. E tu te ne sei annato.
Ecco quando ho sentito questa cosa mi sono commosso. Sei fortunato. Non te ne sei andato da solo. Credo non ci sia cosa più bella e più dolce di andarsene con la persona amata vicino che ti può salutare, stringere le mani e baciare con tutto l’amore che si porta nel cuore.
Non sai quanto mi mette paura pensare che un giorno potrei andarmene da solo, senza avere nessuno al mio fianco.
Quel bacio è la fortuna più grande del mondo e sono certo che tu lo sai.
Lo lascio un tuo video. Ma non questi che stanno facendo vedere in queste ore, dove sei anziano, con quel barbone bianco lungo, e con quella tristezza negli occhi di chi sa che gli manca poco e vorrebbe ancora vivere un milioni d’anni. No, voglio ricordarti quando eri giovane, quando vederti in tv ci rendeva allegri, quando eri pieno d’energia. C’è questo video tratto da ‘Mai dire Tv’ che trovo divertentissimo. Questo è il modo migliore di ricordare le persone.
Ciao Gianfrà. Damme la due, damme la tre.

One Response to “CIAO GIANFRA’”

  1. Era un grande, quest’uomo. A volte cagava fuori dal vaso, ma era un grande anche in questo e nel modo di farlo.


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