UN CONCERTO E UNA LEZIONE DI VITA
Rinunciare spesso significa dimostrare il proprio valore. Nel verbo rinunciare è implicito il verbo privarsi e di conseguenza soffrire. Rinunciare a qualcosa non è mai facile e più questo qualcosa è grande più è difficile dover rinunciare. Capita di rinunciare a qualcosa per amore e spesso anche per amicizia. In questi casi la rinuncia è appunto dimostrazione di quanto sentimento si ha dentro. Rinunciare a qualcosa per qualcuno è una delle azioni più coraggiose e meritevoli di stima che esistano.
Capita però nella vita di dover rinunciare a qualcosa per causa di forza maggiore. Perchè qualcuno ci costringe a farlo, perchè qualcuno ci mette nelle condizioni di non poter fare della nostra vita quello che vorremmo. Questo tipo di privazione è invece l’esatto contrario dell’altro. Non c’è cosa più meschina che lasciare una persona senza qualcosa a cui tiene, magari per fare i propri interessi. Atto imperdonabile, da egoisti e piccoli d’animo. Sentir parlare chi si comporta in questo modo di sentimenti, di qualsiasi tipo, verso chi è stato vittima delle sue azioni equivale a sentire parlare di bambini un pedofilo. E’ inquietante, falso e schifosamente terribile.
Ieri Luciano Ligabue ha tenuto il suo concerto allo Stadio Olimpico. Liga con la sua grinta, e con le sue canzoni spesso tinte di nerazzurro. Io non c’èro. Per la prima volta dopo tanti anni non c’èro. Per colpa di qualcuno ho dovuto vendere giorni fa i miei biglietti di Tribuna Monte Mario, acquistati molto tempo fa, poco dopo l’uscita nelle rivendite. Biglietti che per settimane, giorni ed ore sono stati accanto a me, sulla mia scrivania, ad aspettare il grande giorno.
L’Olimpico mi dicono era stracolmo, pieno di adrenalina, e che il Liga ha regalato un’altra serata di grande rock. Peccato che tra quelle persone presenti al suo concerto non ci fosse uno dei suoi più grandi fan e certamente c’èra invece qualcuno a cui del Liga non è mai fottuto nulla (come diresti tu Lucià).
Come mi sento? Rapinato e violentato nel più profondo del mio essere uomo. Incazzato anche, questo è poco ma sicuro, e più passano le ore più la rabbia sale.
Ho capito troppo tardi con quale razza di persona ho avuto a che fare per tre lunghi anni, e così ho pagato il mio ultimo debito con i miei errori.
Terrestri ricordate, non fatevi ingannare da chi vi siede accanto. Anche Giuda si sedeva allo stesso tavolo del Cristo. Quello che dovete sempre tenere a mente è che chi vi fa soffrire deve essere allontanato subito, chiunque esso sia. Non esiste che chi vi vuole bene vi faccia soffrire, che si stia solo sbagliando, che può cambiare. Chi è causa del vostro male lo è perchè è nella sua natura esserlo. Non cadete nell’errore più grande di questo mondo, per quanto possa essere difficile tagliate i ponti subito e per sempre.
Prima di trovarvi a casa vostra a ‘contare le pecore’ mentre il Liga canta e balla tra la folla dell’Olimpico.
Io ieri dovevo essere la, qualcun’altro al Santiago Bernabeu. Quelli erano i posti giusti per tutti.
La colpa è mia che molto tempo fa non ho saputo interpretare tanti segnali chiarissimi. Ma questa è un’altra storia.
Finita.
Liga – Nome e Cognome – 3/6/2006 – Roma
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Oddio Lù, che emozione rivedere sto video… e pensare che cocca e grace ancora non lo hanno visto…………. non ho capito bene il motivo per cui quei biglietti sono stati venduti, so solo che ero sicura, arcisicura, strasicura, che ti avrei incontrato (anzi, che VI avrei incontrati, a te e a Paolino) sotto al palco, a urlare contro il cielo insieme a me… se così non è stato per un tradimento, me ne dispiaccio il doppio, perché so quanto ami Ligabue e la sua musica, lo so perché lo amo al tuo stesso modo, con la stessa tenacia e passione… per me non significa solo bel figo bella musica (come per la metà della gente che avevo intorno al concerto), per me ogni parola, ogni accordo, è un rievocare attimi di vita, di me stessa. Perciò, capisco quanto tu possa aver sofferto. Purtroppo io questi giorni a lavoro farò tutte sere, e non tornerei a casa prima di mezzanotte…… mi farebbe piacere mangiarci una pizzetta, farci una chiacchiera con calma, parlare di tante cose! facciamo così, facciamo che ti chiamo e ci organizziamo……………… a voce ci capiamo di più! baci.
Lalli - Luglio 22, 2008 at 4:59 pm
Oih Lallina :)
Mica l’avevo visto il commento! L’hai detto e l’hai fatto subito di chiamarmi!^^
Hai fatto benissimo!
Torno al lavoro che sto facendo una cosa complicata e vorrei finirla al più presto.
Poi ci sentiamo come detto per la conferma.
Sono curioso di sentire i tuoi racconti e anche io ti racconterò tutto, concerto compreso.
Quanto sono vere le cose che dici sul Liga. Per me è proprio così. Per questo ho sofferto tanto.
Cmq alla fine non c’èra manco Paolino, non ci sono andato io e non c’è andato neanche lui a quel punto.
Vabbè ti dirò bene poi quando ci vediamo.
Luca Svizzeretto - Luglio 22, 2008 at 5:15 pm